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Il diritto alla notifica consolare

Esiste un trattato che dà a ogni straniero arrestato il diritto di far avvisare il proprio consolato. Il problema è come è scritto: il consolato viene informato solo se l’arrestato lo chiede. E quasi nessuno lo chiede.

Cosa dice davvero l’articolo 36

La Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari del 1963 è ratificata da quasi tutti gli Stati del mondo. Il suo articolo 36 stabilisce due obblighi distinti, ed è la differenza tra i due che conta:

Il primo obbligo è automatico. Il secondo dipende da una richiesta esplicita di un uomo o una donna appena arrestati, spesso di notte, in un paese di cui non parlano la lingua, a cui nessuno ha spiegato niente in modo comprensibile.

L’articolo 36 riconosce inoltre ai funzionari consolari il diritto di visitare il connazionale detenuto, di parlargli, di scambiare corrispondenza e di adoperarsi perché sia assistito legalmente.

La conseguenza pratica

Migliaia di famiglie danno per scontato che «l’ambasciata sappia». Molto spesso non sa nulla, perché nessuno gliel’ha detto. La notifica non è un ingranaggio che gira da solo: qualcuno deve farla partire, e quel qualcuno potete essere voi.

Cosa potete fare voi, dall’Italia

Non vi serve il permesso dell’arrestato per informare il consolato che un cittadino italiano è stato fermato. Potete farlo subito, per telefono e poi per email, senza aspettare che il sistema si muova da solo.

Se sapete in quale città si trova, cercate il consolato competente per quella circoscrizione: la rete consolare è divisa per zone e quello sbagliato vi rimanderà indietro, perdendo un giorno. Se non sapete dove sia, o se nessuno risponde, partite dall’Unità di Crisi.

Da chiamare per primo se non sapete dove sia

Unità di Crisi — Ministero degli Affari Esteri

+39 06 36225

24 ore su 24 · unita.crisi@esteri.it

Cosa dire quando chiamate

Tenete davanti il foglio con i dati. Una segnalazione utile contiene, in quest’ordine:

Dopo la telefonata, ripetete tutto per email. Serve ad avere una traccia scritta con una data, che è utile se più avanti dovrete sollecitare.

Il muro che vi troverete davanti

Preparatevi a una frustrazione ricorrente: il consolato potrà ricevere le vostre informazioni, ma potrebbe non poter dare a voi quasi nulla in cambio. In molti casi i funzionari possono comunicare notizie sul detenuto ai familiari solo con il consenso dell’interessato, che va raccolto durante la prima visita consolare.

Non è ostruzionismo ed è inutile prendersela con l’impiegato al telefono. La cosa concreta da fare è un’altra: quando riuscite a parlare con il vostro familiare, o quando lo fa l’avvocato, chiedete che dia consenso scritto a che il consolato comunichi con voi. È una firma che sblocca mesi di informazioni.

La trappola della doppia cittadinanza

Se la persona arrestata possiede anche la cittadinanza del paese che l’ha arrestata — il caso di moltissimi italo-brasiliani, italo-argentini, italo-colombiani, italo-americani — quel paese può considerarla esclusivamente come un proprio cittadino e negare del tutto l’accesso consolare italiano.

È una regola generale della prassi internazionale, non un abuso locale, e coglie di sorpresa quasi tutte le famiglie che si trovano in questa situazione. Se è il vostro caso, ditelo al consolato fin dalla prima telefonata: cambia completamente quello che potrà fare per voi, e conviene saperlo dal primo giorno invece che dopo tre settimane di attesa.

Da sapere subito

Verificate quale cittadinanza ha dichiarato al momento dell’arresto e con quale passaporto è entrato nel paese. Sono due dati che determinano il trattamento e che spesso i familiari scoprono troppo tardi.

Se il diritto è stato violato

Capita spesso che nessuno abbia informato l’arrestato del suo diritto, o che il consolato sia stato avvisato con settimane di ritardo. È una violazione reale e va segnalata all’avvocato e al consolato, che ne prenderà nota formalmente.

Non aspettatevi però che annulli il procedimento. Nella pratica dei tribunali di quasi tutti i paesi la mancata notifica consolare è un argomento difensivo tra gli altri, non una causa automatica di nullità. Sapere in anticipo che non è una scorciatoia evita di costruirci sopra aspettative che poi crollano.

Fate

  • Avvisate voi il consolato, senza aspettare
  • Ripetete tutto per email dopo la telefonata
  • Fate firmare il consenso a comunicare con voi
  • Dite subito se ha la doppia cittadinanza
  • Segnalate la violazione, se c’è stata

Non fate

  • Dare per scontato che l’ambasciata già sappia
  • Contattare solo il consolato della capitale se ne esiste uno competente
  • Aspettarsi che la violazione annulli il processo
  • Discutere i fatti del caso nella segnalazione

Fonti

Verificato il 16 agosto 2026

Non sapete a chi rivolgervi?

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