Valido in tutte le fasi

Le truffe sulle famiglie dei detenuti

Ne esistono due, completamente diverse. Nella prima l’arresto non è mai avvenuto. Nella seconda l’arresto è vero, e qualcuno lo usa come leva. Si riconoscono con segnali diversi, quindi la prima cosa da capire è in quale delle due vi trovate.

Il test che vale in tutti e due i casi

Chiunque vi chieda di non coinvolgere il consolato, o vi spieghi che avvisare l’ambasciata «peggiorerebbe la situazione», vi sta truffando. Non c’è nessuna eccezione a questa regola. Un avvocato vero, un funzionario vero e un intermediario onesto non hanno alcun motivo di temere il consolato.

Truffa 1 — l’arresto non esiste

È un raggiro diffuso e ben documentato in Italia, che colpisce soprattutto genitori e nonni. Il copione è quasi sempre lo stesso.

Arriva una telefonata. Chi chiama si presenta come avvocato, carabiniere o poliziotto e annuncia che vostro figlio o vostro nipote è stato arrestato — talvolta all’estero, talvolta dopo un incidente. Serve subito del denaro: per le spese legali, per una cauzione, per «evitare il carcere». Qualcuno passerà a ritirare i contanti o i gioielli direttamente a casa vostra, oppure vi verrà indicato un versamento urgente.

Come si riconosce

Cosa fare, in quest’ordine

Riagganciate. Non richiamate il numero che vi ha chiamato: chiamate il vostro familiare sul numero che avete già in rubrica, o un altro parente. Se il dubbio resta, componete il 112. Non consegnate denaro né oggetti a nessuno che si presenti alla porta.

Una precauzione che funziona

Concordate in famiglia una parola d’ordine, decisa adesso e mai scritta online. Se qualcuno chiama sostenendo di essere un vostro caro nei guai, chiedetegliela. Chi non la conosce, non è lui. È un accorgimento banale che smonta l’intera truffa in cinque secondi, e funziona anche contro le imitazioni della voce.

Un punto fermo da tenere a mente: le forze dell’ordine non chiedono denaro ai cittadini, in nessuna forma e per nessun motivo.

Truffa 2 — l’arresto è vero

È la variante di cui non parla quasi nessuno, ed è la più crudele: sfrutta una detenzione reale, quindi ogni verifica che fate conferma che «sì, è tutto vero». Ciò che è falso non è l’arresto, ma la persona che si è presentata per aiutarvi.

Le forme più frequenti

I segnali comuni

Come si verifica, in concreto

Tre passaggi, nell’ordine. Richiedono ore, non giorni.

Se avete già pagato

Non è il momento della vergogna: sono truffe costruite da professionisti su persone terrorizzate, e funzionano proprio per questo. Fate subito tre cose.

E poi ricominciate dal punto giusto: il consolato, e un avvocato scelto con calma.

Fate

  • Riagganciate e richiamate voi, su numeri vostri
  • Concordate una parola d’ordine di famiglia
  • Verificate tutto tramite il consolato
  • Pretendete ogni cosa per iscritto
  • Denunciate, anche se vi sembra inutile

Non fate

  • Richiamare il numero che vi ha chiamato
  • Consegnare contanti o preziosi a domicilio
  • Pagare in criptovaluta o su conti personali
  • Nascondere la cosa al consolato
  • Decidere entro la scadenza che vi impongono
Numeri

Emergenze e denunce in Italia

112

Numero unico di emergenza. Per la verifica della detenzione all’estero: Unità di Crisi della Farnesina, +39 06 36225, attiva 24 ore su 24.

Fonti

Verificato il 16 agosto 2026

Non sapete a chi rivolgervi?

Questo sito non mette in contatto con nessuno. Ma esistono canali ufficiali — il consolato competente, l’Unità di Crisi, l’elenco degli avvocati locali: ecco quali sono e come si raggiungono.

Dove chiedere aiuto →