Le prime 24 ore
Dieci cose da fare, in quest’ordine. Richiedono qualche telefonata e molta pazienza, non soldi. Se ne fate solo tre, fate la 1, la 3 e la 7.
È pensata per essere stampata su un foglio e tenuta accanto al telefono. Tenete a portata di mano un quaderno: nelle prossime settimane vi verranno dette molte cose da persone diverse, e ricordarle a memoria non funziona.
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Verificate che l’arresto sia reale.
Se la notizia vi è arrivata per telefono da uno sconosciuto — un avvocato, un poliziotto, un funzionario — e la conversazione è finita con una richiesta di denaro urgente, fermatevi: è il copione di una truffa diffusa in Italia. Riagganciate e chiamate voi la persona su un numero che già conoscete, poi il consolato.
Questo controllo richiede dieci minuti, non dieci ore. Se l’arresto è vero lo confermerà il consolato al passo 3.
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Scrivete tutto quello che sapete.
Su un unico foglio, che diventerà il vostro fascicolo: nome e cognome esattamente come sul passaporto, data e luogo di nascita, numero di passaporto, paese e città dell’arresto, data e ora, chi vi ha informato e da quale numero, eventuale nome della stazione di polizia o del carcere.
Il nome scritto come sul passaporto conta più di quanto sembri: molte ricerche falliscono per un secondo nome mancante o per un cognome trascritto male dalla polizia locale.
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Avvisate il consolato italiano. Non aspettate che vi chiamino loro.
Il consolato viene informato dalle autorità locali solo se l’arrestato lo chiede espressamente, e molto spesso non gli viene neanche spiegato che può farlo. Potete avvisarlo voi, dall’Italia, subito.
Se sapete in quale città si trova, cercate il consolato competente per quella zona. Se non lo sapete, o se nessuno risponde, chiamate l’Unità di Crisi della Farnesina: risponde 24 ore su 24.
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Se prende farmaci salvavita, ditelo adesso.
Insulina, antiepilettici, farmaci cardiaci, antiretrovirali, psicofarmaci: comunicatelo al consolato nella prima telefonata e poi mettetelo per iscritto via email, indicando principio attivo e dosaggio, non solo il nome commerciale italiano.
L’interruzione improvvisa di alcune terapie è pericolosa nel giro di giorni. È una delle poche cose su cui l’intervento consolare può essere davvero rapido.
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Procuratevi il numero di fascicolo.
Ogni sistema giudiziario assegna al caso un numero di riferimento. Senza quel numero non si ottiene quasi nulla: né informazioni, né visite, né atti, e spesso nemmeno la conferma che la persona sia lì.
Chiedetelo al consolato, all’avvocato o direttamente alla polizia. Annotatelo sul foglio del passo 2 e ripetetelo a ogni chiamata successiva.
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Chiedete al consolato l’elenco degli avvocati locali.
I consolati tengono una lista di legali del posto che parlano italiano o inglese. È un elenco, non una raccomandazione: il consolato non ne verifica la qualità e non risponde del loro operato. Serve come punto di partenza.
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Oggi non mandate denaro a nessuno.
Non a un intermediario, non a chi dice di conoscere il giudice, non a chi promette un rilascio rapido, non su una carta prepagata, non in criptovaluta. Nessun sistema giudiziario serio incassa denaro su un conto personale.
Un avvocato vero vi manda un mandato scritto e un preventivo, e può aspettare ventiquattro ore. Chi non può aspettare ventiquattro ore vi sta truffando.
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Se riuscite a parlargli, seguite tre regole.
Non chiedetegli cosa è successo. Non commentate i fatti. Non dategli consigli su cosa dire agli inquirenti. In quasi tutti i sistemi penitenziari le telefonate dei detenuti sono registrate e possono finire nel fascicolo.
Ditegli invece che state attivando il consolato, che state cercando un avvocato, e chiedetegli il numero di fascicolo e come sta fisicamente.
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Tenete un registro di ogni contatto.
Data, ora, nome e ruolo della persona con cui avete parlato, numero chiamato, cosa vi ha detto, cosa ha promesso di fare. Sempre sullo stesso quaderno.
Serve a due cose concrete: non ripetere due volte le stesse richieste a uffici diversi, e avere una cronologia se qualcosa va storto e occorre sollecitare formalmente.
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Niente stampa, niente social.
Non pubblicate nulla, non rispondete ai giornalisti, non aprite raccolte fondi pubbliche prima di aver sentito l’avvocato. Quello che scrivete può essere letto dagli inquirenti del posto e usato nel procedimento.
Esistono casi in cui l’attenzione pubblica aiuta, ma sono l’eccezione e vanno decisi con un legale, non nella prima notte.
Unità di Crisi — Ministero degli Affari Esteri
+39 06 3622524 ore su 24 · unita.crisi@esteri.it
Nelle prossime ore
- Scrivete tutto, sempre sullo stesso quaderno
- Chiamate voi il consolato, senza aspettare
- Segnalate subito le terapie in corso
- Chiedete e annotate il numero di fascicolo
- Fatevi dare ogni cosa per iscritto
Nelle prossime ore, mai
- Mandare denaro a chi promette un rilascio
- Discutere i fatti al telefono con il detenuto
- Firmare un mandato senza preventivo scritto
- Pubblicare qualcosa sui social
- Dare per buono chi vi ha chiamato per primo
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
Nella maggior parte dei paesi c’è un termine entro cui l’arrestato deve essere portato davanti a un giudice, e quel termine è molto più breve del tempo che serve a voi per organizzarvi. Spesso la prima udienza avviene prima che siate riusciti a nominare un avvocato di fiducia: in quel caso interviene un difensore assegnato d’ufficio, la cui qualità varia enormemente da paese a paese.
Preparatevi anche a una fase di silenzio. Non ricevere notizie per alcuni giorni è frequente e non significa quasi mai che sia successo qualcosa di grave: significa che il fascicolo sta passando da un ufficio all’altro.
I termini processuali, i diritti dell’arrestato e l’esistenza stessa della libertà su cauzione cambiano radicalmente da paese a paese. Nessuna delle indicazioni qui sopra sostituisce il parere di un avvocato abilitato nel paese in cui la persona è detenuta.
Continuate da qui
- Il diritto alla notifica consolare — come si attiva davvero
- Cosa fa e cosa non fa il consolato — per non aspettarsi la cosa sbagliata
- Le truffe sulle famiglie dei detenuti — le due varianti e come si distinguono
Fonti
- Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Assistenza ai detenuti
- Ministero degli Affari Esteri, Unità di Crisi — recapiti e operatività
- Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari (1963), art. 36
Verificato il 16 agosto 2026
Non sapete a chi rivolgervi?
Questo sito non mette in contatto con nessuno. Ma esistono canali ufficiali — il consolato competente, l’Unità di Crisi, l’elenco degli avvocati locali: ecco quali sono e come si raggiungono.